Attrice e non solo, raccomandava alle donne di avere dignità e di non perdere mai il rispetto per se stesse.
Tra pochi giorni sarebbe stato il compleanno di Franca Rame, venuta a mancare nel 2013. Nata il 18 luglio del 1929 sembra che l’amore per il teatro facesse parte del suo patrimonio genetico. Nata da una famiglia di attori burattinai e marionettisti, esordì sul palcoscenico fin da neonata.
Nel 1954 sposò l’attore Dario Fo con il quale qualche anno più tardi fondò la compagnia Dario Fo-Franca Rame. Il loro sodalizio artistico, e non solo, durerà per oltre cinquant’anni portando in scena farse e commedia dell’arte senza scordare il teatro civile e morale. L’elenco dei contributi che Franca Rame ci ha lasciato è notevole, impossibile riportarli tutti.
Ne ricordiamo uno fra i tanti: Lo stupro del 1981. È il monologo che rievoca la violenza subita da Franca Rame nel 1973, quando fu costretta a salire su un furgoncino da cinque uomini che la torturarono e violentarono a turno. I colpevoli non saranno mai arrestati e il procedimento penale si concluderà solo nel 1988 con la prescrizione del reato. Franca Rame era diventata un obiettivo politico e il suo impegno come attivista e femminista in difesa di importanti diritti civili non era affatto gradito da qualcuno. Franca Rame è stata molto più che attrice, una vera eroina e donna oltre il consueto.
Per mantenere viva la memoria di chi sosteneva che «recitare significa tradurre con gesti e parole la scrittura» vi segnaliamo due eventi per i prossimi giorni. Venerdì 16 luglio 2021 alla Certosa di Bologna andrà in scena Resistenza Franca. Tre monologhi di Franca Rame a cura dell’Associazione Culturale Youkali APS che promuove la drammaturgia al femminile e la storia delle donne. Un teatro per riflettere su temi sociali. Se invece vi trovate vicino al confine svizzero, il 20 luglio 2021 al Parco Ciano di Lugano la Compagnia Teatrale Fo Rame, nell’ambito del Festival dei laghi lombardi, porterà ancora una volta in scena Mistero Buffo con Mario Pirovano.
Paola Giannò
Secondo me fece bene a denunciare solo le torture e il rapimento e non lo stupro subito, poiche’ avrebbe danneggiato tutte le donne femministe du cui lei era il punto di riferimento, il simbolo delle donne che avevano preso la parola per denunciare la condizione della donna in Italia. Infatti fu un delitto politico perpetrato da neofascisti che volevano dimostrare la loro forza virile con l’intento di sfregiare una donna come Franca Rame per azzittire tutte quante. Inoltre questo fu uno “stupro di Stato” poiche’ fu ordinato dal generale dei Carabinieri Giambattista Palumbo. Prova ne e’ che dopo 25 anni salto’ fuori un pentito neofascista che fece i nomi degli altri 4 che parteciparono al crimine e un collega del Generale Dalla Chiesa, di nome Bozzo che era in forza nella caserma Pastrengo di Milano si ricordo’ che il commento del Generale Palumbo quando apprese della notizia che era stata stuprata che fu: ” era ora!” esprimendo gioia eed euforia come se avesse compiuto un’operazione di servizio andata a buon fine. Ma il punto e’: come faceva a sapere che Franca Rame fosse stata stuprata se lei sporse denuncia solo per il rapimento e le percosse?